Cos’è il canyoning? Tutto quello che c’è da sapere su questa disciplina

Il canyoning, conosciuto anche con il nome di torrentismo, è uno sport acquatico non molto conosciuto ma sempre più diffuso in Italia.  Quest’attività consiste nell’esplorare forre camminando, arrampicandosi, calandosi con la corda e nuotando attraverso di esse. Il canyoning è uno sport affascinante che unisce diverse attività. È inoltre un’attività che può essere anche molto adrenalinica perché spesso viene richiesto di fare salti nell’acqua di anche 10 m. Non solo gli adulti ma anche i bambini possono fare canyoning. L’unica cosa che serve è una buona condizione fisica, un pizzico di coraggio e tanta voglia di esplorare luoghi incontaminati.

Il Team di CheckYeti ha creato un articolo per chiarire tutte le domande che si possono avere sul canyoning, cos’è, chi lo può fare, come funziona e dove fare canyoning in tutta Europa.

Cos’è il canyoning?

Un uomo si sta calando da una cascata durante un’escursione di canyoning.
Durante il canyoning si percorre una gola a piedi, alternando tratti di cammino, nuoto e calate

Il canyoning, chiamato anche torrentismo, è uno sport che consiste nell’esplorare forre che presentano anche torrenti al loro interno e affrontare le difficoltà che questo percorso presenta. Il termine forra indica un’insenatura molto profonda con pareti alte all’interno della quale scorre un torrente. Questa insenatura tende a essere breve o circoscritta. Il termine forra può essere facilmente confuso con il termine gola. Questa tuttavia indica più genericamente tutte le insenature del terreno, anche quelle molto più grandi delle forre.

In questo sport si procede a piedi, senza l’ausilio di imbarcazioni. Per affrontare il percorso naturale, si deve procedere a tratti camminando, altri nuotando, quando si incontrano cascate ci si cala, ci si può lanciare da massi verso piscine naturali e si può anche procedere scivolando attraverso scivoli naturali chiamati anche toboga.

Nonostante ci siano molti appassionati esperti di torrentismo che praticano questa attività in solitaria, il canyoning è uno sport che nella maggior parte dei casi si pratica in gruppo. I gruppi possono essere formati ad esempio da 6-7 persone, grandezza ottimale per fare canyoning. L’importanza di effettuare il torrentismo in gruppo si presenta soprattutto nelle calate dove avere il supporto di altri risulta di grande aiuto.

Il canyoning come sport all’aria aperta, comincia la sua storia in Francia. Dopo pochi anni la passione per l’esplorazione di gole oltrepassa i confini e diventa celebre in Spagna. Di lì a poco in tutto l’arco Alpino si diffonde il canyoning e in generale tutti gli sport legati all’acqua bianca come ad esempio il rafting.

Chi può fare canyoning?

3 bambini durante un’escursione di canyoning.
Il canyoning è un’attività acquatica adatta anche per bambini a partire di 9 anni

Il canyoning può essere fatto da adulti così come da bambini. Per fare torrentismo si deve poter camminare con agilità, per questo motivo è sconsigliato per i bambini troppo piccoli (l’età minima più frequente è 9 anni) e per le persone anziane. Il canyoning è perfetto per fare un’esperienza differente dal solito, sia per le famiglie che desiderano provare un’attività immersi nella natura, sia per aziende che desiderano regalare ai propri dipendenti una gita rinfrescante ottima per il team building. Il canyoning come attività per gli addii al celibato e nubilato all’insegna dell’avventura è anche molto frequente.

L’età minima per fare canyoning è di 9 anni. Questa dipende logicamente da percorso a percorso e deve essere stabilita dalla guida. In ogni caso è frequente trovare canyoning per famiglie dove il tracciato è semplificato e l’età minima dei bambini è ridotta. In alcuni casi gli operatori richiedono anche un minimo di altezza per fare canyoning, questo è solitamente posto per un motivo tecnico dell’operatore che non sempre possiede imbragature particolarmente piccole e ha poco a che fare con il percorso stesso.

Gli operatori di canyoning sono consapevoli della necessità dei grandi gruppi come può essere ad esempio un’azienda o un gruppo che festeggia l’addio al celibato/nubilato e creano offerte speciali in cui ad esempio può essere compreso una grigliata alla base dell’operatore, la combinazione di più attività tra di loro come ad esempio canyoning e rafting oppure, nel caso degli adii al celibato/nubilato, gli operatori hanno alla loro base divertenti travestimenti che i futuri sposi e le future spose possono indossare durante l’attività.

Periodi migliori per fare canyoning

Il periodo migliore per fare canyoning è quello primaverile estivo perché le acque dei torrenti sono solitamente basse e il maltempo è meno frequente. Tuttavia l’effettiva accessibilità di un canyon dipende da molti fattori come ad esempio il livello dell’acqua causato dalla quantità della pioggia e dallo scioglimento delle nevi. All’interno della giornata non c’è un orario migliore per fare canyoning. È consigliabile scoprire il tipo di esposizione della forra per assicurarsi di percorrerla nelle ore più assolate del giorno. Le guide, che conoscono bene questi tracciati stabiliscono gli orari delle escursioni tenendo anche questo fattore in considerazione.

Alcuni canyon comunque hanno pareti così alte o un percorso così frastagliato che quasi sono bui. In questo caso l’escursione l’orario in cui fare canyoning sarà scelto sulla base della disponibilità della guida senza badare all’esposizione solare.

È possibile fare canyoning in caso di maltempo?

Il maltempo in sé non presenta un pericolo per il canyoning. È possibile fare canyoning anche in caso di pioggia leggera. Per garantire la sicurezza durante il canyoning, tuttavia, le guide controllano attentamente il meteo non solo della regione in cui viene effettuato il canyoning ma anche delle zone in cui proviene l’acqua del torrente. Mentre si è in una forra un inaspettato aumento dell’acqua può diventare pericoloso. Questo potrebbe essere ad esempio causato da un acquazzone a molti chilometri di distanza dalla forra stessa. Anche dopo abbondanti piogge, o dopo un periodo estremamente afoso in alta quota che causa un forte disgelo, il livello dell’acqua nel canyon potrebbe essere troppo alto, e causare pericoli. In questo caso sarà necessario rimandare l’escursione.

Prerequisiti per fare canyoning

3 escursionisti hanno appena affrontato una calata e il quarto si sta calando.
Per fare canyoning è importante avere un’andatura sicura e non soffrire di vertigini

I prerequisiti per fare torrentismo sono molteplici. Come prima cosa si deve avere un passo sicuro. Durante il percorso si trovano massi da evitare, salti e un sentiero non battuto, per questo motivo è necessario essere sufficientemente abili per superarlo. Nella gola che si esplora durante il canyoning si trova anche un torrente, per questo motivo è importante anche saper nuotare e non avere paura dell’acqua.

Oltre ad essere agili e confidenti con l’acqua, per fare canyoning si deve essere anche in forma. È meglio essere sportivi ed essere abituati a fare passeggiate nella natura dato che per alcuni percorsi già la parte di approccio al canyon dura 20-30 minuti ed è in salita.

In caso di acrofobia conviene informarsi sull’altezza massima delle calate e sapere con certezza se tutti i salti del percorso possono essere evitati. In questo caso, invece che tuffarsi saltando direttamente nell’acqua, o esiste un percorso alternativo oppure le guide calano i partecipanti direttamente nell’acqua. Per scegliere il migliore canyon per chi non ama gli spazi chiusi basta informarsi sul tipo di pareti del canyon. Se la luce del sole illumina il percorso, di solito appare più largo.

Livelli di difficoltà del canyoning

Ci sono differenti scale di difficoltà che si assumono il compito di descrivere nel dettaglio la difficoltà di ciascun canyon. La scala di difficoltà del canyoning riportata dalla Fédération Française de la Montagne et de l’Escalade, presente nel documento Normes de classement des espaces et itinéraires de canyonisme, ha un’ottima capacità descrittiva ed è quindi ampiamente utilizzata, oltre che in Francia, in Italia e altri paesi.

Trattandosi di delle forre, composte da più fattori quali la parte rocciosa e la parte acquatica, le scale di difficoltà dei canyon devono essere in grado di descrivere ogni aspetto dei percorsi. Quando si guardano le descrizioni tecniche dei canyon è facile imbattersi in diciture quali: v3 a3 II o v3 a2 I. Chi sa interpretare queste diciture può trarre molte informazioni da queste brevi sigle. Questi codici indicano, infatti, importanti caratteristiche del canyon che potrebbero essere utili o perfino necessari da sapere.

La lettera “v” si riferisce alla verticalità del canyon. La scala va da 1, molto semplice, a 7, molto difficile. Si tratta di una numerazione aperta. Ciò significa che è possibile trovare anche classificazioni oltre il settimo livello. Il livello 1 di difficoltà verticale significa che il canyon non presenta calate ne arrampicate e che la corda non è necessaria.

Man mano che il numero di difficoltà aumenta, aumenta anche l’altezza massima delle calate; ad esempio, nel livello 2 le calate non possono essere superiori a 10  m mentre nel livello 3 le calate non possono superare i 30 m. Dal livello 3 in poi, inoltre, non viene più messo in primo piano l’altezza della calata ma la difficoltà tecnica data dagli agganci. Gli agganci per la scalata diventano sempre più distanti e raggiungibili grazie a passaggi tecnici. Il livello 7 viene descritto come un percorso delle calate con scarsa visibilità, dalle cascate molto potenti, con sezioni in cui si deve trattenere il fiato e che finiscono in bacini d’acqua con forte corrente.

Con la lettera “a”, invece, si definisce il livello di difficoltà acquatica. Anche in questo caso la classificazione va da 1 a 7 ma non si esclude numerazione maggiore. Con il numero 1 si intende il livello più facile ossia l’assenza o la parziale presenza di acqua che comunque è calma. Il nuoto, ai fini della percorrenza del canyon è opzionale. Salendo con la numerazione della scala, troviamo brevi tratti nuoto per il livello 2 e 3; rispettivamente, meno di 10 m di nuoto e meno di 30 m.

Anche i salti giocano un ruolo dal secondo livello in poi. Nel livello 2 vengono listati tutti i canyon che al loro interno hanno saliti inferiori di 3 m. Nel livello 3, i salti del canyon sono alti tra i 3 e i 5  m, mentre nel livello 4 i salti si allungano e arrivano a misurare 8 m di altezza. Dal 4 livello in poi, i salti, oltre a diventare più alti, hanno anche zone di atterraggio sicuro sempre più limitate. Da questo livello, per finire, si presentano nel percorso anche “sifoni” ossia passaggi in cui si deve rimanere sott’acqua. Questi passaggi, che con il crescere di difficoltà della scala aumentano di lunghezza, partono al livello 4 da meno di 1 m di lunghezza.

L’ultimo elemento che definisce la difficoltà di un canyon, è definita dai numeri romani. Questi definiscono la lunghezza di percorrenza all’interno delle gole e la velocità di uscita nel caso di pericolo. I numeri vanno dal I al VI. Il primo livello, I, è il più semplice e consiste in un canyon che consente un’uscita rapida in caso di alluvione, possibilità di uscire dalla forra durante tutto il percorso e una durata totale dell’attività tra approccio, percorso e ritorno al punto di partenza non superiore alle 2 ore.

Il tempo necessario per uscire dal canyon aumenta con l’aumentare dei livelli di difficoltà ed è di 30 minuti per il livello II, poi fino a 1 ora, fino a 2 ore fino a 4 ore e al livello VI si arriva a più di 4 ore. Anche la durata complessiva del percorso aumenta e varia tra le 2 e le 4 ore nel livello II, aumentando poi a 4-8 ore nel livello III e arrivando a durare fino a 1 giorno nel livello IV, tra 1 e 2 gironi nel livello V e più di 2 giorni nel livello VI.

Alla luce di ciò che è appena stato spiegato, ciò che si può evincere dalle due sigle sopra citate come esempio, v3 a3 II del canyon Rio Selvano, in Toscana e v3 a2 I del Rio Creverino in Liguria, è che la prima forra presenta quindi un percorso medio-facile e la seconda un percorso facile. Questi due percorsi di canyoning sono probabilmente i più famosi delle loro regioni e verranno descritti più ampiamente nel corso dell’articolo ai capitoli: Canyoning in Toscana e Canyoning in Liguria.

Un altro metodo molto efficace per conoscere il tipo di canyon che si ha di fronte è quello di conoscere l’altezza massima dei salti, l’altezza massima delle calate, e l’altezza massima degli scivoli d’acqua. Le discese organizzate da guide esperte, inoltre, di solito danno un’idea dell’esperienza usando parametri molto più semplici come la classica dicitura: facile, medio, difficile, difficilissimo.

I posti migliori per fare canyoning in Europa

Canyoning in Italia

Il canyoning in Italia sta assumendo sempre più un ruolo centrale negli sport all’aria aperta. Non solo italiani si cimentano nel canyoning in Italia, ma anche tantissimi turisti. Alcune regioni italiane sono famose a livello mondiale per le loro gole spettacolari.

Canyoning al Lago di Garda

Una ragazza nuota nelle acque del Palvico durante un’escursione di canyoning al Lago di Garda.
Il canyon Palvico è caratterizzato da pareti alte che creano cavità simili a grotte © LOLgarda by LiveOutdoorLife

In Italia la zona del Lago di Garda, nello specifico la zona trentina e bresciana del lago, offre numerosi canyon amatissimi dai turisti di tutta Europa. La zona è facile da raggiungere da molte grandi città italiane come Verona, Bologna, Trento e Milano. Il canyoning al Lago di Garda è uno dei migliori canyoning in Italia, non solo per la vastità di scelta che gli amanti del canyoning hanno essendoci una grande concentrazione di forre nella zona, ma anche perché alcuni dei percorsi di canyoning al Lago di Garda hanno delle peculiarità difficili da trovare altrove.

I canyon in questione sono il Rio Nero, il Palvico e il Tignale. Non meno noti sono tuttavia, la forra del Limarò, il torrente San Michele e in torrente Vione. Se si desidera fare la discesa di canyoning al Lago di Garda più peculiare, probabilmente il luogo più adatto per farla è il Palvico.

La particolarità del canyoning al Palvico è che le pareti di questa forra sono talmente alte che in alcuni tratti la luce non filtra, o lo fa con fatica, dando la sensazione ai partecipanti di essere in una grotta. I passaggi stretti danno inoltre la sensazione di essere quasi in un labirinto ed essere degli esploratori. Il canyoning al Palvico non è solo particolare per l’altezza delle sue pareti e i giochi di luce che queste fanno, un altro punto focale di questo canyon è la calata finale alta 50 m. Nonostante le sue caratteristiche il canyoning al Palvico viene considerato di media difficoltà.

Un altro percorso di canyoning in Italia, al Lago di Garda, con uguale livello di difficoltà è il canyoning al Tignale. Caratteristica di questo percorso è la calata di 60 m. Un tipo di calata simile, nonostante “sulla carta” possa sembrare difficile, in realtà una volta sul posto viene solitamente affrontata da tutti i partecipanti con molta facilità e tranquillità. Un’altra particolarità del Tignale è un tunnel stretto che si incontra a metà del percorso. In questo passaggio si scivola sotto un enorme masso.

Più semplice ma comunque molto vario è il canyoning al Rio Nero. Questo corso d’acqua che si estende tra Passo Ampola e la Valle di Ledro è caratterizzato da numerosi salti, anche se non di eccessiva altezza, e diverse calate, che però non superano i 20 m. Queste caratteristiche lo rendono il percorso ideale per tutti i principianti che desiderano cominciare la loro esperienza di canyoning in Italia con un’escursione di canyoning al Lago di Garda.

Canyoning in Valle d’Aosta

Un ragazzo sta scivolando verso una piscina naturale durante il canyoning in Italia.
Nel torrente Chalamy i toboga arrivano a essere lunghi 12 m © Canyoning Centre Valle d’Aosta

Il torrente perfetto per fare canyoning in Valle d’Aosta è il Chalamy. Facilmente raggiungibile dall’Italia, dalla Francia e dalla Svizzera, il percorso di canyoning al Chalamy si trova in una posizione perfetta per tutti quelli che si trovano ad Aosta, Torino, Milano, Lione e Ginevra. Il torrente Chalamy inizia il suo corso nel Parco Regionale del Mont Avic per poi confluire nella Dora Baltea.

Il canyoning in Valle d’Aosta, al Chalamy, è di media difficoltà, con calate che arrivano a 20 m. I salti e gli scivoli d’acqua sono più alti della media con salti che arrivano ai 10 m, ma quasi tutti evitabili per chi lo desidera, e toboga di addirittura 12 m. Essendo così vicino al confine con gli altri stati, il canyoning al Chalamy offre a tutti i turisti un’ottima possibilità di provare questo sport acquatico durante le vacanze.

Canyoning in Liguria

Il canyoning in Italia si svolge anche in Liguria. Questa regione, di mare e di montagne, offre, grazie alla sua geografia frastagliata, alcune delle più spettacolari forre dove fare canyoning in Italia. Il miglior canyoning in Liguria si può fare nei torrenti Rio Creverino e Rio Barbaira.

Il percorso di canyoning al Rio Barbaira si colloca all’estremo est della regione Liguria. Trovandosi a pochi chilometri dalla costa e dal confine, il Rio Barbaira è raggiungibile in appena un’ora da Nizza e circa due ore da Genova e Cuneo. Il Rio Creverino, invece si trova a nord di Genova ed essendo quasi al confine con Emilia Romagna e Piemonte, è facilmente raggiungibile dai 3 capoluoghi delle regioni: Genova, Bologna e Torino.

La verde vegetazione che cresce rigogliosa intorno ai due corsi d’acqua, offre uno spettacolo unico per tutti i partecipanti delle escursioni di canyoning in Liguria. Entrambi i percorsi di canyoning sono facili. Con scivoli di circa 10 m e un tempo di uscita che varia tra i 10 e i 20 minuti, sono dei tracciati perfetti per tutti i principianti che desiderano fare una prima esperienza di canyoning in Italia.

Canyoning in Toscana

Una famiglia è in posa e sta per cominciare a fare canyoning in Italia.
Il Rio Selvano è uno dei luoghi più belli dove fare canyoning in Toscana © Searching Emotions

Per finire l’elenco dei luoghi migliori dove fare canyoning in Italia non può che mancare la Toscana. Il Rio Selvano è un torrente facile da affrontare per tutti quelli che desiderano provare il canyoning in Toscana. Lucca, Firenze e Pisa sono le grandi città toscane più vicine al torrente. Da lì, non serve molta strada per potere partecipare a un’escursione di canyoning in Toscana, al Rio Selvano. Questo torrente può essere affrontato già dai bambini a partire dagli 8 anni.

Canyoning in Svizzera

Un gruppo si appresta a fare una calata durante un’escursione di canyoning in Svizzera.
Il canyoning in Svizzera è famoso per le sue calate molto alte © Ticino Adventures

Le due destinazioni più in voga per il canyoning in Svizzera sono Ticino e Interlaken. Le due famose città svizzere si trovano rispettivamente vicino al confine con l’Italia e al centro dello stato svizzero. Ticino è facilmente raggiungibile da Milano, Torino e Verona; Interlaken invece da Berna, Ginevra, Lucerna e Zurigo. Sia le forre che si trovano a Ticino, sia quelle che si trovano a Interlaken sono perfette per chi desidera un carico di adrenalina facendo canyoning in Svizzera.

Con 50 m di calata iniziale, il canyon Grimsel è il più adrenalinico tra le esperienze di canyoning a Interlaken. Superata la prima calata il percorso continua con numerosi salti che arrivano a 8 m. Il paesaggio attraverso cui si districa la forra è un tipico paesaggio montano immerso nel verde e nelle montagne.

Iragna e Boggera sono i nomi dei canyon migliori dell’area di Ticino. Iragna è il canyon più faticoso e complicato della zona con salti di anche 13 m e scivoli d’acqua che raggiungono i 17 m. Il canyon Iragna è un alternarsi dinamico di calate e tuffi. Le piscine naturali che si creano nel bacino del torrente rivelano dei giochi di luce molto particolari quando illuminate dal sole. L’acqua limpida di un colore verde intenso, permette di fare passaggi a nuoto molto emozionanti. Il percorso del canyon è per gran parte aperto con pareti non troppo alte e permette al sole di illuminare bene il cammino. Una calata a circa ⅔ o poco più del percorso è invece abbastanza stretta. Lì, il torrente ha scavato uno stretto passaggio nella roccia e la calata è molto suggestiva.

Il canyon Boggera è un costante susseguirsi di scivoli d’acqua e calate. In questo canyon la verticalità è molto importante. Gran parte del percorso del canyon può essere descritta come un susseguirsi di piscine incastonate nella roccia con dei balconi collegate l’una con l’altra da uno stretto corso d’acqua che scorre verticale sulla roccia.

Canyoning in Francia

Una bambina si prepara per un toboga durante un’escursione di canyoning in Francia.
Anche i bambini possono partecipare al canyoning in Francia; nella forra La Maglia ad esempio già a partire dagli 8 anni © Air Eau Terre Nature

La meravigliosa colorazione dell’acqua rende il canyon delle Gole del Verdon il luogo preferito da tutti i turisti per fare canyoning in Francia. Situate nel Parco Naturale Regionale del Verdon, nella regione della Provenza, le gole sono facilmente raggiungibili sia dalla Costa Azzurra, e quindi da città come Marsiglia e Cannes, sia dalla famosa città ligure, Sanremo. Le pareti verticali che questo corso d’acqua ha scavato nel corso dei secoli sono molto impressionanti per la loro altezza e facendo canyoning nelle Gole del Verdon è possibile ammirarle da una prospettiva insolita.

Nella regione delle Alpi Marittime si trova una vasta concentrazione di canyon. Questa zona è quindi meta ideale di chi è appassionato di torrentismo e desidera fare una vacanza di canyoning in Francia. I canyon delle Alpi Marittime si trovano sul confine con l’Italia. Per questo motivo sono semplici da raggiungere sia da molte città italiane come Sanremo, Genova, Torino e Milano, che da molte città francesi come Nizza e Marsiglia. I più famosi del luogo sono Vallon de Grana e il canyon La Maglia.

Il Vallon de Grana ha un inizio calmo che permette ai partecipanti del canyoning in Francia di ambientarsi e prendere confidenza con il corso d’acqua. Nel centro del percorso inizia poi a trovarsi una fitta sequenza di cascate da superare calandosi. Anche il canyon La Maglia è una gola che, nonostante sembri particolarmente difficile, è in realtà adatta anche ai principianti assoluti con salti opzionali che arrivano fino ai 10 m.

Quasi al confine con la Spagna, il canyoning in Francia assume delle sfumature insolite. Ad Argelès-sur-Mer si trova un canyoning park artificiale. Questo susseguirsi di piscine con salti, toboga e calate trasforma il canyoning in un gioco. Per partecipare si deve indossare esattamente la stessa attrezzature che si utilizza per un percorso di canyoning naturale. A pochi chilometri dal canyoning park artificiale, nel Parco Naturale Regionale dei Pirenei Catalani, si trovano altri canyon molto belli come Llech, Molitg-Les-Bains e Taurinya.

Canyoning in Slovenia e Croazia

Una persona si sta calando in una pozza d’acqua durante il canyoning in Slovenia.
Il canyoning in Slovenia permette di stare a contatto con la natura © Soca Rafting

Nelle due valli formate dal Monte Tricorno, la montagna più alta delle Alpi Giulie nonché dell’intera Slovenia, si trovano le località migliori per fare canyoning in Slovenia. Il Monte Tricorno si trova vicino al confine sia con l’Italia che con l’Austria, rendendolo facile da raggiungere sia ai turisti italiani provenienti dalle zone di Trieste e Udine, che austriaci da Villaco e Graz. Logicamente la Valle dell’Isonzo e la Valle Radovna, altra mete ideale per il canyoning in Slovenia, sono facilmente raggiungibili anche da Lubiana.

La Valle dell’Isonzo, famosa per la colorazione unica e affascinante del fiume Isonzo, è la valle slovena dove tutti gli sport d’avventura trovano sfogo. Il canyoning nella Valle dell’Isonzo è adatto a tutti, adulti e bambini. Alcune esperienze, infatti, sono pensate per bambini già a partire dai 7 anni. In questi percorsi di canyoning nell’Isonzo le calate sono massimo di 12 m, i salti variano da 3 a 12 m, e i toboga sono lunghi dai 3 ai 5 m.

La Valle Radovna è anche un luogo perfetto per fare canyoning in Slovenia perché meno conosciuta e frequentata dai turisti. Lì, una discesa di canyoning può essere più tranquilla e individuale rispetto ai più frequentati canyon della famosissima Valle dell’Isonzo.

Il più famoso percorso di canyoning in Croazia si trova nella città di Omis, in Dalmazia. Lì, il fiume Cetina, uno dei più lunghi della regione, offre le caratteristiche perfette per il canyoning. All’interno della gola, che in alcuni punti è profonda addirittura 120 m, si trova una famosa cascata alta 40 m. La cascata, chiamata Gubavica può essere ammirata e ci si può nuotare vicino. Lungo il percorso i partecipanti possono provare anche calate da 35 a 50 m, che solitamente vengono affrontate nei percorsi di media difficoltà.

Canyoning in Spagna

Il canyon Sierra de Guara si dirama mostrando massi chiari e acqua verde.
Il canyon Sierra de Guara si trova nel parco naturale dove si dice che sia nato il canyoning in Spagna © Turismo de Aragón

Nel cuore del Parco Naturale della Sierra de Guara si trovano i migliori percorsi di canyoning in Spagna. Il parco, che si trova nella regione Aragona, è facilmente raggiungibile da Barcellona, Saragozza, Bilbao e Tolosa. Si dice che sia in questo parco che è nato il canyoning in Spagna portato nello stato dai francesi. Da quel giorno, il canyoning in Spagna si è diffuso a macchia d’olio rendendo il Paese un’ottima meta per gli appassionati di canyoning.

Il Parco Naturale della Sierra de Guara, che attira l’interesse di molti appassionati di natura, ha al suo interno un grandissimo numero di forre ed è quindi ideale perché offre un ampio range di offerte di molte difficoltà differenti. Alcuni dei canyon più famosi del parco sono: Rio Vero, Mascun, Péonéra, Barrasil e Balcès.

Rio Vero e Mascun sono i due canyon più conosciuti della Spagna. Il Rio Vero è il più famoso di tutti all’interno del parco naturale. Le sue acque verde smeraldo rendono ogni salto nell’acqua un vero piacere sensoriale. La discesa di canyoning è consigliata per famiglie perché non è particolarmente difficile. Il canyon Mascun è invece un canyon dalle caratteristiche più difficili e ottimo per chi ha già una buona esperienza di canyoning. Il punto forte di questo percorso sono le tantissime calate che arrivano a 20 m.

Canyoning in Grecia

Un gruppo si è appena calato da una cascata durante il canyoning in Grecia.
In alcune gole in Grecia è possibile vedere il mare facendo canyoning © guideolymp.com

In Grecia sono diverse le gole che si prestano a fare canyoning. La gola di Calypso, sul monte Kissavos, è di difficoltà media. Il canyon si trova a poca distanza dalla cittadina greca di Kokkino Nero. Al suo interno si trovano 9 cascate, da superare calandosi, 2 delle quali particolarmente alte, una di 60 e una di 70 m, come anche diversi salti di differenti altezze. Questa gola è uno dei pochissimi luoghi per fare canyoning in Grecia, che durante il percorso si affaccia sul Mare Egeo.

Il canyoning in Grecia è molto popolare anche non lontano dal monte Kissavos, sul monte Olimpo. Sulla montagna più alta del Paese numerose gole richiamano appassionati di questo sport che desiderano fare canyoning in Grecia. La gola Orlias, è una delle tante che si trova ai piedi del monte e all’interne del Parco Nazionale del Monte Olimpo e offre un’esperienza agevole di canyoning in Grecia, affrontabile anche dai principianti assoluti. Anche in questo caso l’elemento più spettacolare del percorso sono le numerose cascate, 7 in totale, che però hanno altezze inferiori rispetto a quelle che si trovano nella gola di Calypso. Le calate nella gola Orlias variano dai 10 ai 30 m.

Canyoning in Austria

Un gruppo procede lungo il torrente mentre fa canyoning in Austria.
Nella Ötztal, nel canyon Alpenrosenklamm, amanti dello sport sono circondati dalla natura mentre affrontano un percorso di canyoning © faszinatour

L’Ötztal, una valle che si trova in Tirolo, è la valle austriaca dove si trova la maggiore concentrazione di canyon e dove è quindi altamente consigliato il canyoning in Austria. La Ötztal è facilmente raggiungibile da Innsbruck, Bolzano e Monaco. Le migliori gole della valle sono Auerklamm, Alpenrosenklamm e Rosengartenschlucht. Tra i tre canyon, il primo è di media difficoltà mentre il secondo e il terzo sono facili.

Tra questi, l’Alpenrosenklamm è conosciuta come una delle più belle gole della Ötztal. Un mix di passaggi impegnativi e facili rende il canyon ideale per principianti coraggiosi e sportivi che vogliono provare il canyoning in Austria. Grazie ai numerosi salti nelle piscine naturali con acqua cristallina, alle medie altezze di discesa in corda doppia e agli scivoli, il canyoning nella Ötztal è il modo perfetto per assaporare questa nuova disciplina sportiva.

Un altro canyon molto amato per fare canyoning in Austria è l’Altersbach. Il canyon in questione si trova vicino a Salisburgo ed è facilmente raggiungibile da Graz e Linz. Da questo canyon è possibile ammirare il lago Mondsee. L’area di Salisburgo regala inoltre numerosi altri canyon perfetti per una giornata di canyoning in Austria. Nell’Almbachklamm e nella Seisenbergklamm, si possono fare numerose esperienze di canyoning già a partire dai 9 anni. I percorsi, di livello facile, durano dalle 3 ore e mezza alle 5 ore e mezza. Anche nei dintorni di Zell am See (nel Salisburghese) si trovano numerosi canyon.

Nel Parco Nazionale Gesäuse, che si trova sul massiccio Gesäuse, in Stiria, si possono fare meravigliose esperienze di canyoning. Sul passo montano Erbsattel, i percorsi sono adatti per principianti e bambini a partire dai 10 anni. Con calate di massimo 10 m e salti e toboga di massimo 3 m, il canyoning al Parco Nazionale Gesäuse è una perfetta esperienza di canyoning in Austria per famiglie e principianti.

Provare il canyoning per la prima volta

Cosa aspettarsi da un’esperienza di canyoning

Un gruppo di principianti durante un’escursione di canyoning.
Un gruppo di principianti affronta le prime sfide sportive durante un’escursione di canyoning

Per i principianti è assolutamente indispensabile essere accompagnati da una guida esperta per le prime avventure di canyoning. Non sempre gli operatori di canyoning hanno una base in cui recarsi. Spesso le guide di canyoning si trovano con i partecipanti all’escursione direttamente al punto di partenza del percorso e distribuiscono lì l’attrezzatura necessaria come ad esempio la muta in neoprene e offrono istruzioni sulla sicurezza e sul percorso. I partecipanti si cambiano quindi all’aperto e iniziano poi in cammino di approccio al canyon.

Nel caso in cui gli operatori di canyoning abbiano una base, invece, il punto d’incontro è di solito la loro struttura dove i partecipanti possono cambiarsi negli spogliatoi e solo in seguito, una volta già pronti per l’avventura, recarsi alla partenza del sentiero che conduce al canyon. Se il canyon si trova lontano dalla struttura, è possibile che i partecipanti debbano utilizzare le proprie auto per arrivarci o è anche possibile che l’operatore trasporti gli ospiti con uno shuttle.

Durante il briefing sulla sicurezza la guida dà istruzioni al gruppo sulla conformità del percorso descrivendolo nel dettaglio in modo che tutti si facciano un’idea di ciò che li aspetta. Nell’introduzione la guida spiega, inoltre, come calarsi con la corda, per tutti quelli che non l’hanno mai fatto. Il briefing prosegue poi con chiarimenti su come procedere attraverso il canyon e su quale comportamento adottare.

Una volta arrivati al canyon ci si deve entrare e l’avventura inizia. Alcune volte per entrare nel canyon ci si deve calare da un ponte. Questo può essere un ottimi esercizio preparatorio per le successive calate che ci saranno nel percorso.

All’interno del canyon parti di nuoto sono intervallate da parti in cui si salta nell’acqua, toboga e calate. Al termine dell’avventura spesso ci si ritrova al punto di partenza dove sono state parcheggiate le macchine. In altri casi invece si deve tornare indietro a piedi (o in macchina) fino al luogo dove si aveva lasciato la vettura.

Il costo medio del canyoning in Europa

Il costo del canyoning varia molto dal paese in cui si decide di farlo. In generale in Europa ci sono paesi in cui si possono trovare escursioni di canyoning già a partire dai 40 €, e possono arrivare fino ai 200 €. Il prezzo a cui è solitamente offerta questa attività in Italia è un prezzo medio per l’Europa. Il costo del canyoning in Italia parte da un minimo di 50 €. In base alla lunghezza, alle caratteristiche del percorso e alla regione in cui la gola si trova, poi il prezzo può aumentare fino a circa 120 €.

Mangiare e bere durante il canyoning

Normalmente durante l’escursione di canyoning non si fanno pause per bere o mangiare. In molte offerte è possibile trovare la possibilità di prenotare una grigliata da consumare al fine dell’attività. Durante il torrentismo, la guida è munita di zaino impermeabile che consente di portare con sé il materiale fondamentale per l’escursione e lascia lo spazio per poco altro. Nel caso di particolari necessità si può chiedere alla guida di portare con sé qualcosa di piccolo come uno snack, delle medicine o delle lenti a contatto di riserva.

È possibile fare foto durante un’escursione di canyoning?

Per i partecipanti non è possibile fare fotografie durante l’escursione, tuttavia le guide spesso scattano foto della giornata e poi le vendono o le regalano per ricordo. Alcune volte è richiesto portare una chiavetta USB in modo da poter scaricare direttamente i file dopo avere terminato l’attività. Normalmente al momento della prenotazione è possibile anche noleggiare una GoPro da posizionare sul casco. L’esperienza di torrentismo verrà così filmata e potrà essere vissuta tutte le volte che lo si vuole.

Come vestirsi per fare canyoning?

Un gruppo ha indossato l’attrezzatura, tuta, imbragatura e casco ed è pronto per fare canyoning.
Caschetto, muta in neoprene e imbracatura: ecco come ci si veste per fare canyoning

Per fare canyoning serve attrezzatura tecnica di qualità. Normalmente gli operatori forniscono la muta in neoprene per il corpo, il casco, l’imbracatura e le funi. Lo zaino impermeabile con il materiale necessario, viene portato dalla guida che, essendo più esperta dei partecipanti, non soffrirà di nessun eventuale impedimento dato dallo zaino. Nel caso in cui le gole abbiano pareti molto alte e ci sia quindi poca luce, oltre alla solita attrezzatura per il canyoning, può essere utile anche una luce per illuminare il percorso.

In alcuni casi è possibile noleggiare in loco guanti appositi per evitare eventuali abrasioni dovute dalle funi o dalle rocce, i guanti sono inoltre utili per tenere al caldo le mani. Non tutti gli operatori invece forniscono anche le scarpe oppure calzini di neoprene per fare l’attività. Per fare canyoning bastano scarpe sportive alte fino alla caviglia, quelle che si indossano ad esempio per fare trekking. Sotto alla muta è consigliato indossare un costume da bagno e una maglietta, meglio se di materiale tecnico.

È importante ricordare un elastico per capelli per chi ha capelli lunghi e lenti a contatto di scorta per chi ne ha bisogno. Gli occhiali invece sarebbe meglio non indossarli per questioni di comodità perché potrebbero cadere o appannarsi limitando la visibilità. C’è da sottolineare che fare canyoning con gli occhiali non è vietato, nel caso non sia possibile sostituirli con le lenti a contatto, basterà legarli bene alla testa con un cordoncino.

Una volta conclusa l’esperienza, importante avere un asciugamano, vestiti e scarpe asciutti. Per le avventure di canyoning svolte con operatori che hanno anche una base, è utile anche ricordare il materiale per farsi la doccia e per chi ha i capelli lunghi, magari anche un phon portabile per evitare di prendere freddo.

La sicurezza durante il canyoning

Per fare canyoning ci si dovrebbe sempre affidare ad una guida esperta certificata, meglio se locale. Queste due caratteristiche sono molto importanti per una guida perché il fatto che le guide siano locali assicura che conoscano la forra molto bene. Essendo certificati, inoltre, gli addetti ai lavori sanno perfettamente leggere le previsioni meteo per assicurarsi che il maltempo non renda il percorso pericoloso per il gruppo e hanno basi di primo soccorso per assistere le persone a seguito di eventuali incidenti. Per garantire la propria sicurezza è, inoltre, importante indossare sempre l’attrezzatura giusta come scarpe adeguate e casco.

Per evitare incidenti all’interno delle gole, le guide iniziano l’attività sempre con un briefing sulla sicurezza. Questo assicura che tutti i partecipanti sappiano nel dettaglio cosa fare e come comportarsi durante il percorso. Per di più, il materiale viene regolarmente controllato per assicurarsi che sia sempre nelle migliori condizioni.

 

Elisa di CheckYeti

Nata in Alto Adige, non posso che essere un’appassionata di montagne e, più in generale, di natura. Che ci siano 30 gradi o che ce ne siano -10, il mio motto è “trovare sempre nuove sfide e nuove emozioni all’aria aperta”.